The Gig
(USA, 1985)

E' una pellicola "a basso budget", come si suol dire, e ignoro se in Italia sia mai stata distribuita. Google mi dice di no. Peccato. Peccato perché è una di quelle piccole-grandi rivelazioni che fanno la gioia di ogni amante del buon cinema, e sono certo che piacerebbe a molti di voi. Magari, se conoscete l'inglese, potreste ordinare la videocassetta tramite Amazon (nemmeno su DVD l'hanno stampato! un'ingiustizia che tocca però a molte "indipendent productions").
E' la storia di sei musicisti jazz "per passione" che da quasi vent'anni si riuniscono a suonare una-due volte la settimana a casa di uno di loro e ad un tratto hanno l'inattesa opportunità di esibirsi davanti a un pubblico vero, un pubblico pagante. Si tratta di uomini (bianchi) ormai di mezz'età, con i loro schiaccianti impegni, la professione, la famiglia... e con le loro malattie. Malattie, sì. Uno di loro infatti (George, il contrabassista) deve rinunciare alla mini-tournée perché deve essere operato d'urgenza. Il capintesta del gruppo, Marty (Wayne Rogers), riesce a trovare in fretta un sostituto: è tale Marshall Wilson, musicista "prof" di free jazz e be-bop (interpretato dall'altrettanto eccellente Cleavon Little, 1939-1992, attore di colore specializzato in ruoli shakespeariani ma che ottenne il suo massimo successo con il film Mezzogiorno e mezzo di fuoco di Mel Brooks). Marshall non sembra armonizzare molto con il resto del gruppo: è chiuso in se stesso, all'apparenza blasé. Ma comunque, tra alti e bassi, crisi di nervi, ripensamenti e flirts con le cameriere del luogo, la band riesce a stare insieme per più di una settimana di fila, rallegrando ogni sera il pubblico (non certo raffinato) di un centro-vacanze sui monti Catskills diretto da un vecchio, allegro ebreo...
Tutto sembra andare per il meglio quando al centro-vacanze si presenta Ricky Valentine, cantante italoamericano in cerca di rilancio (l'attore Jay Thomas). Valentine è spalleggiato da collaboratori dalle maniere mafiose che fin da subito cominciano a vessare la "band di incapaci" (come la definiscono loro)...
La regia è di Frank D. Gilroy.
E' un film per il cuore ma anche... per le orecchie. C'è infatti molta, molta buona musica.
