domenica, 25 maggio 2008

La Russia vince per la prima volta l'Eurovision Song Contest

L'Italia non ne sa un bel niente, ma ieri si è svolta a Belgrado (Serbia) la finale della 53sima edizione dell'European Song Contest (conosciuto anche come Eurovision Song Contest o Grand Prix d'Eurovision de la Chanson). Vi hanno preso parte tutte le nazioni del nostro continente... anche San Marino, anche Andorra... tranne l'Italia, appunto.  La Russia ha trionfato con "Believe", cantata da Dima Bilan e co-scritta dalla popstar internazionale Justin Timberlake. Una vittoria in fondo meritata, considerato il valore medio degli altri titoli in concorso. Unica magagna, come ogni altra edizione di questo festival: le nazioni "amiche" si sono regalate i voti vicendevolmente, a prescindere dalla qualità delle canzoni. Soprattutto da quattordici anni a questa parte, ovvero da quando vi partecipano anche Paesi dell'ex blocco sovietico, si assiste a uno scambio di favori, ovvero "points" assegnati per simpatia. Così, non è affatto una sorpresa che la band sanmarinese Miodio sia stata eliminata già nelle semifinali, pur se la loro ballata rockeggiante "Complice" si fosse meritata molto di più: chi pensa mai a regalare voti a San Marino?

Ad ogni modo è stato di nuovo un grande spettacolo. Nella sola Europa, oltre 100 milioni sono stati i telespettatori incollati al piccolo schermo, e si calcola che in tutto il mondo l'evento sia stato seguito - tramite anche Internet - da oltre 500 milioni di persone. Sarebbe interessante per l'Italia tornare a parteciparvi, anche perché si sta discutendo seriamente di mutare la formula del televoting per evitare così lo strapotere della cosiddetta "mafia slava". 

Nella storia del festival, il nostro Paese ha ottenuto due vittorie: nel 1964 e nel 1990. La prima vide trionfare a Copenhagen l'allora sedicenne Gigliola Cinquetti con l'evergreen “Non ho l'età (per amarti)”, mentre risale al 1990 la vittoria - a Zagabria - di Toto Cutugno con “Insieme 1992”. Cotugno ottenne 149 points della giuria popolare (il punteggio va da 0 a 12 points).  Nel 1997 l’Italia prese parte all'Eurovision Contest per l’ultima volta: accadde a Dublino, Irlanda, dove i Jalisse ottennero la nona posizione con “Fiumi di parole”. I nostri rappresentanti in quel caso furono premiati soprattutto dai 12 points delle giurie di Portogallo e Croazia. 

 Le tedesche No Angels si sono piazzate all'ultimo posto insieme a Polonia e Gran Bretagna. Come spesso negli ultimi decenni, il voting ha sancito: "Deutschland - Allemagne: 0 points". 

 Nico e Vlad (Romania) hanno presentato un titolo in italiano che ricorda da vicino le arie di Andrea Bocelli.

 L'italo-svedese Charlotte Perelli ha tradito le aspettative della vigilia: la sua canzone, in rappresentanza della Svezia, ha ottenuto pochi voti persino dalle nazioni scandinave amiche.

 Il vincitore, il russo Dima Bilan. Molto probabile che la sua popsong "Believe" scali già fin da oggi tutte le classifiche internazionali.

postato da: cumuli alle ore 12:10 | link | commenti
categorie: musica
sabato, 24 maggio 2008

Steve Spielberg: "Si è creativi per infelicità"

In un'intervista con il Süddeutsche Zeitung Magazin il famoso regista americano rivela i retroscena del suo successo.  I suoi genitori divorziarono quando lui era ancora piccolo, a scuola veniva preso in giro dai compagni perché gracile, non bello e dotato di una strana voce. Allora -  verso i 13 anni - prese ad usare la videocamera del padre; parenti e vicini di casa costituirono il suo primo pubblico, un pubblico pieno di gratitudine che gli diede la sensazione di avere uno scopo nella vita.

"Con Indiana Jones IV ho riscoperto il mio amore per il pubblico. Cercherò di spiegarmi meglio: neglii ultimi quindici anni ho fatto solo film seri, da Schindler's List, al Soldato James Ryan per tacere di quelli che si occupano della situazione attuale dell'umanità o del probabile imminente futuro, cioè Terminal, Minority Report, La guerra dei mondi... Tutte opere per me importanti sia come regista sia come uomo. Volevo sapere qualcosa di più sul mondo e su me stesso. Ma questa mia ricerca in qualche modo non ha  implicato necessariamente il coinvolgimento di tutti gli spettatori. Ora però, con Indiana Jones..."

"... e grazie a un budget di 185 milioni di dollari..." puntualizza l'intervistatore. "Ma mi dica: fare film è forse un metodo per riscoprire il bambino che si nasconde in ognuno di noi?"

"Era quello che avevo sempre creduto... almeno fino al 1985, quando venne al mondo il mio primo figlio. Da allora so che il bambimbo in me viene mantenuto vivo dai miei propri bimbi. Suona banale ma è così. E' a loro che racconto le varie storie prima di darle in pasto a un grosso pubblico. A loro volta, i miei figli mi raccontano le loro scoperte. Ne ho nove, sa, e la più piccola mi ha ultimamente avvicinato ai Manga, i fumetti giapponesi. All'inizio non li capivo molto... sono come un nuovo linguaggio, e bisogna essere piccoli per meglio imparare nuovi linguaggi... ma hanno finito per entusiasmarmi."

"In quale dei personaggi dei suoi film si riconosce maggiormente?"

"Ora dovrei dire: in Indiana Jones. Ma non è così. Il personaggio certamente più autobiografico è Elliott, il bambino di E.T. In lui si rispecchia la mia infanzia infelice."

postato da: cumuli alle ore 05:21 | link | commenti
categorie: cinema, oscar
mercoledì, 21 maggio 2008

Wim Wenders a Cannes con 'Palermo Shooting'

C'è anche The Palermo Shooting, il film di Wim Wenders girato nei vicoli del capoluogo siciliano, tra le diciannove opere in lizza per la Palma d'Oro al 61esimo Festival di Cannes.

Dopo Il cielo sopra Berlino, Lisbon Story e la Cuba di Buena Vista Social Club, ecco dunque Palermo. "E' questa città, con i suoi misteri e il rapporto misterioso di vita e morte radicato nel suo substrato, che dà alla storia motivo di esistere" dice il 62enne (ma ancora capellone!) Wenders.

Campino (Die Toten Hosen)  Nello scorso ottobre a Palermo si era visto Campino; non in qualità di frontman della band punk-rock Die Toten Hosen bensì come - appunto - attore! Andreas Frege (questo il suo vero nome) è infatti il protagonista della pellicola di Wenders.

"Ho scelto il capoluogo siculo perché è legato al ricordo di quando ero giovane: sono venuto qui nel 1968. Voglio che Palermo mi parli della sua storia per poi raccontarla." Questo è quanto il regista tedesco aveva dichiarato mesi fa, quando la sua improvvisa quanto inaspettata visita aveva piacevolmente sorpreso i palermitani.

Con il passare del tempo, sul progetto emersero via via nuovi particolari. E ora il film è approdato a Cannes. E' la storia del fotografo Finn (Campino), la cui vita va a pezzi e per questo decide di mollare ogni cosa e di scendere appunto fino in Sicilia, dove inizierà una nuova vita e avrà una storia d'amore elettrizzante con una restauratrice d'arte (Giovanna Mezzogiorno).

"Giovanna Mezzogiorno è stata un'illuminazione per me!" esclama il famoso regista a proposito della sua scelta della co-protagonista. "Durante il lavoro alla sceneggiatura, avevo appeso sulla parete della mia camera d'albergo una riproduzione del dipinto dell'Annunciazione, che avevo visto già a Palazzo Abatellis, e quell'immagine così spirituale circondata dal velo azzurro intenso mi ha subito convinto che l'interprete femminile avrebbe dovuto trasmettere la stessa anima. Giovanna è perfetta: ha la medesima spiritualità che emana dal celebre quadro."

Tra i protagonisti ci sono inoltre Dennis Hopper e, nei panni di se stesso, Lou Reed.

 "Non volevo l'ennesimo racconto di mafia, in quanto odio gli stereotipi. Il film è piuttosto centrato sul rapporto di vita e morte in una città che ha l'onestà di esporre le proprie ferite; un'onestà che purtroppo non riscontro in Berlino".

Il film è girato anche a Düsseldorf. "Sono dovuti passare quarant'anni prima che io abbia potuto dedicare qualche immagine filmica anche alla mia città natale!" osserva Wenders.

E' ormai la nona volta che il regista tedesco concorre a Cannes. Wenders è tra i preferiti in assoluto della Croisette, dove ha già vinto la Palma d’Oro nel 1984 con Paris, Texas (vincitore anche del Premio FIPRESCI e del Premio della giuria ecumenica), un altro FIPRESCI e la Palma per il miglior regista nel 1987 con Il cielo sopra Berlino e il Gran Premio della giuria nel 1993 con Faraway, So Close!. L’ultimo film che vi aveva presentato prima di Palermo Shooting era stato Non bussare alla mia porta (2005).

Campino invece non si è visto sulla Croisette. Il motivo: il 45enne cantante rock si è rotto un piede quando l'F.C. Liverpool (suo club preferito) è stato eliminato dalla Champions League e lui, pieno di rabbia, ha dato un calcione a un cassonetto delle immondizie.

 

postato da: cumuli alle ore 17:34 | link | commenti
categorie: cinema
giovedì, 08 maggio 2008

Per chi ama leggere in francese

 

Aperto un nuovo negozio online di libri, in collaborazione con Amazon.fr

Numerose categorie disponibili, dai "livres pour les enfants" ai bestsellers attuali, dai romanzi a sfondo storico ai classici della filosofia, dai manuali tecnici ai libri umoristici.

     

Il nome del negozio è

Au Simulachre de Esperance.

 

Buona lettura! ( Click! )

 

postato da: cumuli alle ore 16:58 | link | commenti
categorie: letteratura
domenica, 04 maggio 2008

'L'ultima lezione' di Randy Pausch

 

Non si può "morire". La morte è un'illusione. La vita, così come la verità, non ha un suo opposto.
(David R. Hawkins )

Randy Pausch, Jeff Zaslow: The Last Lecture

Randy Pausch è un 47enne americano che sa di poter morire da un giorno all'altro. Pausch, docente universitario, ha un cancro forse inguaribile. L'anno scorso tenne una lettura pubblica che entusiasmò la platea. Si trattò dell'allegro discorso d'addio di un condannato a morte.

"Nacqui nel 1960" raccontò tra l'altro. "Avevo otto o nove anni quando vidi in tivù la conquista della luna da parte dell'uomo. Fu un evento che segnò la mia vita: imparai che l'ispirazione e la forza dei sogni può e deve influenzare positivamente la nostra esistenza."

Ora ha scritto 
The Last Lecture: un libro che parla della sua lotta contro la malattia ed è un'elegia al coraggio di sognare. Un testamento emozionante, almeno se si è simpatizzanti dell'ottimismo pragmatico tipico degli americani. Si tratta di un'autobiografia e di una dichiarazione d'amore alla propria moglie, di un manuale di sopravvivenza per chi soffre di gravi tumori (e per i parenti dei malati) e di una raccolta di consigli per la vita pratica. Ma soprattutto è un'"educazione dei cuori" per i suoi bambini, che dovranno condurre il resto della loro vita senza il papà. I tre piccoli   (Dylan, Logan und Chloe) potranno leggere, ricordare e apprendere ciò che il genitore ha dato loro nei pochi anni di convivenza. Il successo arriva solo tramite il nostro sudore - scrive Pausch -, è vietato arrendersi, e lamentarsi è solo deleterio. Bisogna insistere sempre e prima o poi si raggiungono gli obiettivi prefissi. Lo stesso Randy Pausch è riuscito a concretizzare gran parte dei sogni di gioventù: sapere che cosa si prova in mancanza di gravità, scrivere un articolo per la World Book Encyclopedia, e altri ancora.
E' dal settembre 2006 che Pausch, esperto di informatica, sa di avere il cancro del pancreas. Ogni terapia finora si è rivelata inutile. Poco prima del suo 47° compleanno, ha organizzato
una serata d'addio. Lo "show" venne registrato e qualche giorno dopo il filmato apparì su Internet. Ciò che inizialmente doveva essere un documento-memoria riservato principalmente alla moglie, ai figli e ad amici e colleghi, toccò le coscienze di vaste masse in tutto il mondo.

Si calcola che sono state 6 milioni le persone che, fino ad oggi, hanno visto il video. Altri 25 milioni hanno assistito alla puntata dell'Oprah Winfrey Show in cui è stato ospite il Professore Pausch.

Sull'homepage del docente, http://download.srv.cs.cmu.edu/~pausch/news, si possono leggere i resoconti quasi quotidiani sui tentativi per sconfiggere la malattia; il tutto corredato da piccole e grandi curiosità sulla vita familiare e professionale di Randy. Uno degli ultimi articoletti presenta una foto in cui si vede il Prof accanto alla lista dei bestseller. Il suo Last Lecture (scritto insieme a Jeff Zaslow, colonnista dello Wall Street Journal), occupa negli U.S.A. il primo posto. Il libro è uscito anche in italiano con il titolo L'ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore. L'umore e l'ottimismo che traspaiono da ogni pagina infondono nel lettore una forza creativa e per certi versi liberatrice. Il famoso discorso su video, che hanno trasformato Randy Pausch in un fenomeno mediale, viene replicato, con testo ampliato e arricchito, in questo volume, un entusiasta "sì" alla Vita, un'affermazione completa e definitiva della voglia di esistere.

 Randy Pausch - L'ultima lezione

postato da: cumuli alle ore 15:53 | link | commenti
categorie: letteratura
venerdì, 02 maggio 2008

Yuppi Du

 

postato da: cumuli alle ore 19:14 | link | commenti
categorie: musica, cinema

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