1408

"1408" (1 + 4 + 0 + 8 = 13) è il numero di una camera d'albergo che incuriosisce lo scrittore Mike Enslin (John Cusack), specializzatosi nella ricerca di fenomeni paranormali dopo la prematura morte della figlioletta. Enslin ha scritto due libri su luoghi "stregati", ma in fondo è un agnostico e non crede nemmeno all'esistenza degli spiriti. Finché un giorno non riceve una cartolina su cui sta scritto: DON'T ENTER 1408. L'anonimo mittente in pratica gli suggerisce di non prendere alloggio nella misteriosa stanza, che si trova all'ultimo piano dell'Hotel Dolphin a New York. Lo scrittore raccoglie il guanto della sfida e decide stante pede esattamente il contrario. Dopo aver vinto anche la resistenza del manager dell'albergo (Samuel L. Jackson), il quale a lungo cerca di dissuaderlo dall'"intento suicida", Enslin/Cusack si impianta nella 1408 con il suo laptop, il suo rivelatore di fenomeni extrasensoriali e pochi altri averi.
E per lui inizia l'incubo...
1408 è una riuscita trasposizione di un racconto di Stephen King; sicuramente la più riuscita in assoluto, dopo il celebre Shining a firma di Stanley Kubrick. La pellicola risulta avvincente per via degli special effects (mai eclatanti, per fortuna) e della magistrale recitazione di John Cusack. Molte le sorprese cui, all'interno dell'inquietante camera d'albergo, vanno incontro il protagonista e gli spettatori; e, in conclusione della vicenda, il regista svedese Mikael Hafström (Derailed - Attrazione letale) ci dona anche un finale alternativo a quello ("poco cinematografico") dello Stephen "King of Horror".
"Dopo le proiezioni-test" ha spiegato Hafström, "abbiamo optato per il finale che c'è adesso, perchè sentivamo che era più soddisfacente. Gli altri saranno comunque disponibili sul DVD."

Titolo Originale: 1408
Regia: Mikael Hafström
Interpreti: John Cusack, Samuel L. Jackson, Mary McCormack, Andrew Lee Potts, Kim Thomson
Durata: 1h 44min.
Nazionalità: USA 2007
Genere: horror
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(2007)
Tratto dal racconto "The Golden Man" (1954!) di Philip K. Dick, il film vede come protagonista un Nicholas Cage molto convincente nei panni del chiaroveggente Chris Johnson. Chris è capace di prevedere il futuro, anche se per soli due minuti, e sfrutta tale facoltà professionalmente, esibendosi a Las Vegas come "mago". Quando l'America viene minacciata da terroristi stranieri, questo schivo individuo viene contattato dall'FBI, e più precisamente dall'agente Callie Ferris (Julianne Moore), la quale ha scoperto le particolari capacità di Chris in seguito a un contrattempo avvenuto in un casinò.
Sulle prime lui si rifiuta di aiutare le autorità a localizzare l'ordigno atomico, ma poi, anche per salvare la vita di Liz (Jessica Biel), accetta di partecipare alla rischiosa operazione.
La regia è di Lee Tamahori (Once were Warriors, Scomodi omicidi, L'urlo dell'odio, Nella morsa del ragno, 007 - La morte può attendere, xXx 2: The Next Level) e tra gli attori fa un'apparizione il vetusto e ormai malandato Peter Falk.
Pur non avendo ancora letto il racconto di Dick (in Italia pubblicato negli Anni Ottanta su un'antologia di Urania dal titolo Piccola Città), possiamo affermare che questa è forse la migliore trasposizione cinematografica di un'opera del celebre scrittore-temponauta. La fantascienza qui si limita alle doti extrasensoriali di Johnson/Cage; il resto è thriller, di una sorprendente attualità data la paranoia - non solo americana - di possibili attentati nucleari. Gary Goldman si riconferma sceneggiatore d'eccezione: la tensione infatti rimane sempre alta, anche se, fedelmente allo spirito di Philip K. Dick, nella storyline sono stati inseriti un paio di riflessioni filosofico-esistenziali e altrettante scene cariche di poesia.
Da vedere!