sabato, 26 maggio 2007

'Pirati dei Caraibi 3': innumerevoli sviste

 Anche la terza parte dei Pirati dei Caraibi ("Ai confini del mondo") è costellata di errori madornali. Sebbene la produzione del film sia costata 100 milioni di dollari, le sviste sono tantissime.

Questa la lista (parziale):

- Nei primi minuti si vede un ragazzino che ha in bocca un apparecchio ortodontico.
- Una vela sparisce misteriosamente da una sequenza all'altra.
- Una griglia metallica viene segata nel mezzo e quando viene tolta si scopre che è stata segata ai lati.
- In ben due scene, Lord Cutler Beckett beve il tè dopo averlo addolcito con cubetti di zucchero; ma lo zucchero si è prodotto in cubetti solo a partire dal 1841.
- Nella scena in cui Keira e Orlando trascorrono una serata romantica su un'isoletta, si vede lui che accarezza le gambe nude di lei. Quando poi i due si recano sulla spiaggia per separarsi, si nota che l'attrice indossa sotto la sua gonna un pantalone.
- Durante la lotta finale, Jack ruba lo scrigno che contiene il cuore di Davy Jones. Questa scena si svolge mentre la nave è pericolosamente inclinata, eppure né Jack né i due guardiani sembrano accorgersene: loro sono in posizione tranquillamente perpendicolare rispetto al pavimento dell'imbarcazione.
- Il viso di Norrington e quelli degli altri inglesi di alto rango a volte appaiono coperti da barba e nelle sequenze appena successive sono perfettamente rasati.
- L'Olandese Volante e la Perla Nera si prendono a cannonate in mezzo a un forte vortice d'acqua (il mählström). Ma ambedue le navi sono inclinate e i cannoni puntano verso il cielo; com'è possibile dunque che riescano a colpirsi?
- Finora l'equipaggio dell'Olandese Volante è stato immortale e le ferite anche profonde hanno fatto solo ridere questi straordinari marinai (vedi p. es. Davy Jones che viene accoltellato sul petto). Eppure nella lotta conclusiva cadono come comuni mortali sotto i colpi di sciabola degli avversari...

Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo (USA, 2007)
(Pirates of the Caribbean: At World's End)

Regia: Gore Verbinski.

Interpreti principali: Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley, Geoffrey Rush.
 

Il trailer in italiano
http://www.youtube.com/watch?v=XQN6hfEyyGg



Jack is back! Il mitico pirata Jack Sparrow, interpretato da Johnny Depp, è ancora vivo e i suoi amici Will Turner (Orlando Bloom) e Elizabeth Swann (Keira Knightley) correranno in suo aiuto nel disperato tentativo di liberarlo dal limbo in cui è stato imprigionato. I nostri eroi pirati affronteranno pericoli immani in un viaggio ai confini del mondo...

Un re tiranno ha ordinato che non resti neppure un pirata in vita. Vengono impiccati uomini, donne e bambini che abbiano mostrato pietà per i filibustieri. Per contrastare l'ondata di terrore e le flotte della Compagnia delle Indie Orientali, guidate dall'odioso Lord Beckett, non rimane che rintracciare i Nove Pirati della Fratellanza e tentare una strategia difensiva. Will Turner, Elizabeth e il Capitan Barbossa raggiungono Singapore per procurarsi l'alleanza di Capitan Sao Feng, temibile pirata cinese col vizio del vapore. Ma si sa: i pirati sono volubili e ciascuno nutre in cuor proprio un interesse personale: Will vuole uccidere Davy Jones e recuperare il padre alla vita, Elizabeth e Barbossa desiderano raggiungere Jack Sparrow ai confini del mondo, liberarlo dalla maledizione di Jones e riorganizzare con lui la Fratellanza, Lord Beckett, che ha al suo soldo l'Olandese Volante e il cuore del suo capitano, sogna di governare il mare e di spazzarlo dagli odiosi nemici. La capricciosa dea Calypso, regina degli abissi costretta in un corpo umano, deciderà le sorti dello scontro navale. In fondo al mare e alla battaglia, i pirati troveranno un tesoro: l'amicizia.
Personalità multiple e simultanee si annullano in una sola nell'epilogo dall'accento epico, dove ancora una volta Jack sfodera il suo orgoglio di pirata brindando alla prossima rotta. Un firmamento di stelle e un consiglio: non muovetevi fino alla fine del mondo e dei titoli di coda.

postato da: cumuli alle ore 17:50 | link | commenti (1)
categorie: cinema
martedì, 22 maggio 2007

Agente di T.E.R.R.A.

Larry Maddock - The Flying Saucer Gambit
Ace Books, 1960

Un evidente caso di ur-ucronia all'incontrario, scoperto a una bancarella di libri usati.

 Hannibal Fortune ritorna sulla Terra nel 1966, duecento anni dopo che lui e la sua squadra hanno contribuito affinché un caporale còrso, certo Napoleone Bonaparte, diventasse imperatore di Francia.
Hannibal è un agente del Reparto per la Ricostruzione e Riparazione dell'Equilibrio Temporale; un viaggiatore del tempo che vive nel 2572 ma che è di casa in svariati altri secoli.
Nell'universo è in corso una lotta tra T.E.R.R.A. ed E.M.P.I.R.E. Quest'ultima organizzazione fa capo a Gregor Malik, tiranno del pianeta Bories, che per le sue malefatte si serve di quattordici luogotenenti ("boia") galattici.

Per la sua forza visionaria, Maddock ricorda in qualche modo Philip K. Dick; la sua scrittura e i temi che affronta sono ugualmente off beat, solo che Maddock preferisce maggiormente i toni umoristici. Le particolarità simpatiche di The Flying Saucer Gambit consistono nella previsione, da parte dell'autore, di come sarebbero stati gli Anni Sessanta (anche in fatto di mode!) e nella rivisitazione, da parte del lettore, di quel decennio che in questo libro brilla con un'estetica à la Austin Powers - compresa una bella automobile sportiva marca Jaguar, alla cui guida l'agente-playboy Fortune non può che far sfacelo di belle ragazze (in particolare: una splendida mora di sangue Apache e una piccola rossa che crede nell'esistenza e nella bontà di fondo degli alieni e abita in una casa solitaria circondata da numerosi gatti).

In stile e design, la "futuristica" tecnologia descritta dall'autore ricorda Il dormiglione di Woody Allen. Ma non dimentichiamo che il romanzo è stato pubblicato nel 1960...

L'organizzazione E.M.P.I.R.E. ama la logica astratta, perché tramite essa si può giustificare ogni tirannia; non può permettere un pensiero razionale che scandagli il fondamento degli archetipi e delle cosiddette "verità assolute". Perciò il periodo storico in corso sul pianeta Terra rappresenta un pericolo per Malik & Co. Negli Anni Sessanta (come li prevede bravamente lo scrittore) abbiamo da una parte una forte critica sociale nelle democrazie occidentali, mentre dall'altra c'è il "vago razionalismo" dei paesi comunisti. Per questo Gregor Malik ha intenzione di usare l'apparecchio inventato dall'ingenuo professor Tomlinson, il quale pensa di poter "guarire" l'umanità infondendo in ciascun individuo la convinzione che la felicità consiste non nel cercare di raggiungere nuovi obiettivi e di appropriarsi di nuovi beni, ma di accontentarsi di quel che già si ha. (Niente attivismo, niente disordini... e così anche lo spettro del '68 è esorcizzato!) Per Malik ovviamente l'invenzione di Tomlinson è l'arma capace di rendere gli uomini un ammasso di schiavi privi di volontà.
E' proprio quest'arma che Hannibal Fortune deve trovare e distruggere, affinché il Pianeta Blu possa diventare un degno membro della Federazione Galattica.

Fortune non è solo nella sua missione: come tutti gli agenti di T.E.R.R.A., è accompagnato da un simbionte, ovvero da un'entità capace di mutare forma a proprio piacimento.
Il simbionte di Fortune si chiama Webley: un alieno irascibile che spesso si lascia andare a commenti infuocati sui terrestri e sui loro usi e costumi. Webley è un fido e utile compagno, una specie di genio della lampada (e al contempo Leporello) che ciascuno di noi vorrebbe - e dovrebbe - avere...
Quest'ultimo personaggio suscitò tante simpatie che Maddock scrisse poi una trilogia di racconti incentrata su di lui. Il titolo: Creatures Incorporated.


***

Larry Maddock

Vero nome: Jack Owen Jardine. Nato il 10 ottobre 1931. Lavorò per anni come disc jockey ai microfoni dell'emittente KALF (Arizona). Iniziò a scrivere fantascienza negli Anni Cinquanta, ottenendo successo con lo pseudonimo Larry Maddock grazie alla trilogia di romanzi sul suo agente di T.E.R.R.A. Hannibal Fortune (The Flying Saucer Gambit, The Golden Goddess Gambit, The Emerald Elephant Gambit). Altri lavori di successo: The Disembodied Man (il primo dei suoi quattro racconti brevi di SF, pubblicato nei primi Anni Cinquanta sul pulp magazine Imagination; gli altri tre sono quelli dedicati all'alieno-trasformista Webley e raccolti in Creatures Incorporated), la commedia erotico-fantascientifica The Nymph and the Satyr, il romanzo The Mind Monsters e la silloge di racconti gialli Unaccustomed as I Am to Public Dying, tutti a sfondo comico.
Durante lo stesso periodo, usando i noms de plum Arthur Farmer e Harry Barsted, produsse una serie di romanzi erotico-psichedelici dai titoli Lesbo Lodge, il succitato The Nymph and the Satyr, Gay Divorcees, Malibu Nymphs, Love Me, Sin Ship, ecc. 
Dopo gli Anni Sessanta si concentrò sulla saggistica, scrivendo di sessualità e - naturalmente! - del sesso presente nelle opere di fantascienza. 

Approfondimenti qui.

Ho una domanda ai lettori di questo blog: qualcuno sa se i libri di Larry Maddock sono mai stati pubblicati in italiano? Ogni segnalazione è benvenuta!

postato da: cumuli alle ore 11:41 | link | commenti
categorie: letteratura
venerdì, 18 maggio 2007

Sigur Rós

 

L'Islanda comincia veramente ad attecchire nella nostra coscienza, così tanti sono gli artisti eccellenti che dall'alto dell'"Isola dei Ghiacci" irradiano suoni verso il resto del mondo. Conoscevamo già i Mum (oltre a Bork, chiaro!), e adesso scopriamo i Sigur Rós, una band capace di regalarci musica fatata. 
Dopo l'ascolto "informale" dei loro ágætis byrjun e di ( ) [untitled], che è servito da approccio, ancora un'altra pagina di elettropoesia: Takk... ("grazie...") è il titolo del quarto album dei Sigur Rós. 11 le canzoni/sinfonie contenute all'interno. La voce di Birgisson sempre ineffabile, vellutata - e la lingua che usa è - badate bene - l'islandese!

Sigur Rós - Takk

I Sigur Rós si servono di vibrafoni, celesta e magia. Le loro sonorità si possono "vedere", il che equivale a vedere - e toccare - il cielo.
Takk... si apre con il pezzo omonimo, che dura solo 15 secondi ma già riesce a squarciare il quadro della nostra quotidianità per permetterci di entrare in un mondo al di là del nostro. Dopo questo breve intro, si procede con "Glósóli" e "Hoppipolla", due magnifiche mini-sinfonie. "Saeglopur" invece è un vero inno al senso di appartenenza cosmica che i Sigur Rós sono maestri nel rievocare. Un altro pezzo si chiama "Mílanó" (accento sulla prima sillaba); ci siamo informati: il gruppo attorno a Jón Birgisson e Kjartyn Sveinsson (rispettivamente: "Jónsi" e "Kjarri") si riferisce effettivamente alla nostra città! E, dopo un paio di altri track che testimoniano di una creatività libera e immaginifica, il sipario si abbassa alle note di "Heysátan", un lieve planare nello spazio.

Una colonna sonora perfetta per i nostri giorni d'ibernazione prossimi venturi.
postato da: cumuli alle ore 08:07 | link | commenti (1)
categorie: musica
giovedì, 03 maggio 2007

  Le Orme - 'Felona e Sorona'


Dove il cielo si nasconde dietro monili di mille stelle,
dietro la polvere d'oro di un altro universo,
due pianeti in armonia ruotano insieme nel loro regno,
dove ogni cosa non cambia all'infuori del tempo.


Toni Pagliuca alle tastiere, Aldo Tagliapietra voce, chitarra e basso, Michi Dei Rossi alle percussioni: è il 1973 e Le Orme, un trio paragonato (spesso a torto) ai pionieri del progressive Emerson, Lake & Palmer, sfornano questo album - loro capolavoro indiscusso - rivelandosi più eleganti e omogenei degli stessi E.L.P., che, com'è risaputo, eccedono in pomposità.
(Se proprio occorre cercare similitudini, i nomi da citare sono quelli dei Genesis e del gruppo francese
Ange.)

Il titolo è curioso quanto accattivante: "Felona e Sorona". Due mondi contrapposti e complementari, sole e luna, yin e yang, Eros ed Eris, Amore e Discordia. La "storia", in breve, è la seguente: gli abitanti del pianeta Felona vivono in pace e nella luce, mentre Sorona è avvolto da un'oscurità eterna. Quando i due mondi vengono in contatto, Felona reca a Sorona la gioia, mentre Sorona reca a Felona il declino. La distruzione è programmata ("Ritorno al nulla").
Da queste premesse si dipanano nove solchi, nove vicende tra di esse collegate, su una ragnatela sonora dal formato pressappoco di sinfonia classica.
Organo Hammond, piano, mellotron, sintetizzatori: l'intero armamentario-base del prog viene sfoderato da Toni Pagliuca, che ha comunque il merito di non eclissare il lavoro degli altri due compagni; e, anche se è lui l'indiscusso maestro di cerimonie (ascoltate i geniali glissandi che mettono in rilievo l'atmosfera surreale-fantascientifica), sono altresì importanti i ruoli di Aldo Tagliapietra (che, come Greg Lake, fa spesso uso della chitarra acustica) e di Michi Dei Rossi.
Raffinatezza sinfonica e levità mediterranea si uniscono in uno sfarzoso tessuto compositorio. Un titolo su tutti: "L'Equilibrio", in cui gli intensi passaggi di tastiere si appaiano senza  difficoltà apparente al gioco incalzante della sezione ritmica; il tutto impreziosito dalla voce di Tagliapietra (piena di pathos, come richiede il carattere della composizione). 


L'anno prima di Felona e Sorona Le Orme avevano presentato il loro Uomo di Pezza (da cui fu tratto il fortunato single "Gioco di bimba"), l'anno successivo sarà la volta di Contrappunti: tre opere in tre anni che hanno scolpito indissolubilmente il nome di questo gruppo italiano nel cuore degli amanti del progressive rock di emtrambi gli emisferi.



La felicità non puoi trovarla in te
ma nell'amore che agli altri un giorno darai!



Tracks:

1. Sospesi nell'incredibile  (8:43) 
2. Felona  (1:59) 
3. La solitudine di chi protegge il mondo  (1:58) 
4. L'equilibro  (3:48) 
5. Sorona  (2:29) 
6. Attesa inerte  (3:25) 
7. Ritratto di un mattino  (3:29) 
8. All'infuori del tempo  (4:09) 
9. Ritorno al nulla  (3:39)
 
Durata totale: 33:39

***

Nel 1974 Felona e Sorona uscì anche cantato in inglese, su testi di Peter Hammill dei Van der Graaf Generator. La pubblicazione avvenne sotto l'egida della prestigiosa etichetta Charisma. Evitate comunque questa versione "tradotta": qui, la voce di Tagliapietra non è sempre in grado di sostenere testo e melodia con la precisione che caratterizza l'originale.
postato da: cumuli alle ore 08:27 | link | commenti
categorie: musica
mercoledì, 02 maggio 2007

Spider-Man 3

 

Un film di Sam Raimi.
Con Tobey Maguire, Thomas Haden Church, Topher Grace, Kirsten Dunst, James Franco, Bryce Dallas Howard, James Cromwell, Rosemary Harris.
Genere: Azione, colore
Produzione: USA 2007.




Indossa un costume nero e verranno fuori i tuoi demoni interiori


Nella vita di Peter Parker tutto procede bene: c'è l'amore tra lui e Mary Jane Watson (Kirsten Dust) e c'è il mondo del giornalismo, dove è finalmente qualcuno (Peter, lo ricordiamo, lavora come fotoreporter al Daily Bugle). Le cose però cambiano quando un meteorite cade nei pressi di New York e da esso fuoriesce una sostanza nera. Trattasi di un diabolico parassita, che si insinua nel costume di Spider-Man e da lì nel suo animo, mettendo in risalto la sua personalità negativa. L'Uomo Ragno finisce così per fare del male alle persone a cui è più legato... Ma niente paura: da supereroe quale è, vincerà anche questa sfida.


Ci sono ben tre cattivi nel film più costoso della storia del cinema (circa 300 milioni di dollari). Ogni cosa è amplificata, moltiplicata: nemici, amori, colori delle tute... Peter Parker ha scoperto ormai chi è il vero assassino di suo zio Ben: è Flint Marko, che presto diventerà Sandman (Uomo Sabbia). Peter vuole vendetta, come vuole vendetta anche Harry Osborn, il suo ex-grande amico, ora il New Goblin. Il terzo "villain" che complica la vita a Parker è il terribile Venom, ovvero Eddie Brock, un giovane free-lance che lo odia...


Lo script è sovraccarico e la recitazione di Tobey Maguire non convince: troppo inespressivo questo attore; se nei primi due film la sua faccia funzionava, qui tanto bustonkeatonismo risulta fuori posto. Peter Parker, il ragazzo della porta accanto, il giovane disadattato che dopo aver imparato a comprendere il proprio potere, a prendersi le sue responsabilità e ad accettare se stesso, è giunto a lottare contro i propri demoni, dovrebbe essere interpretato con maggiore intensità e forza di persuasione. Positivo ma tardivo l'ingresso di Gwen Stacey (Bryce Dallas Howard), personaggio che nei fumetti precede Mary Jane e che forse poteva essere meglio sfruttato nella trilogia, considerato che, per la sua sorte, è uno dei più amati dagli aficionados.


Notevoli solo gli effetti speciali, che trasformano comunque i mimi in avatar o in personaggi da videogames.


Sam Raini evidentemente non vedeva l'ora di chiudere la trilogia e ha pasticciato non poco con la storia. Una prima versione del film era stata "bocciata" a una proiezione privata. "Troppa poca action", il responso. Da qui le aggiunte di vicende parallele e scene caotiche a iosa.
Il produttore Avi Arad ha già preannunciato che la sequela del Ragno non è finita (e infatti il finale è aperto), ma nel caso di uno Spider-Man 4 il regista sarà sicuramente un altro. Tom Maguire da parte sua ha qualche riserva a partecipare, così come la co-protagonista Kirsten Dunst. "Senza Raimi mai." Dunque, il prossimo episodio della saga dovrà aprire un nuovo ciclo, con nuovi volti.

postato da: cumuli alle ore 08:26 | link | commenti
categorie: cinema

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