venerdì, 26 gennaio 2007

REIKI, Un percorso verso il benessere
di Francesca Bonelli

Edizioni del Foglio Clandestino

  Questo libro non è un manuale. Il Reiki non ve lo possiamo insegnare semplicemente attraverso queste pagine. Per praticarlo occorrono “un cuore puro, una mente aperta, umiltà e compassione”. E qualcuno che ci prenda per mano. Ma possiamo farvelo conoscere, possiamo provare a spiegarvelo e a raccontarvi come questa pratica può essere una via per raggiungere un vostro benessere.
Lo faremo attraverso l’esperienza di una persona che ha pronunciato con curiosità la parola Reiki, quando ancora le era sconosciuta. Forse la stessa curiosità che vi ha spinto a prendere in mano questo libro, ora. Col tempo, quella parola si è riempita di significato E di energia. Ed è diventata la chiave di volta delle sue azioni e dei suoi pensieri. Questo libro può rappresentare, per voi, una pietra. Una pietra piana e stabile, su cui posare il passo, da cui cominciare un cammino. Buon viaggio.

postato da: cumuli alle ore 14:02 | link | commenti
categorie: letteratura
sabato, 20 gennaio 2007

 Françoise Hardy


L'11 aprile 1968 Sylvie Vartan fu vittima di un grave incidente automobilistico che in parte la sfigurò e che costò la vita a un amico che viaggiava con lei. Per chi era invaghito della cantante francese di origine bulgara fu un grave colpo. La Vartan era non solo bella ma anche brava: titoli come "Ballade pour un sourire", "L'oiseau" e "Irrésistiblement" l'avevano resa celebre almeno quanto le inglesi Petula Clark ("Downtown") e Sandy Shaw (quella che si esibiva scalza, per intenderci, interprete di "Puppet on a String") e alle francesi France Gall ("Poupée de cire, poupée de son", a firma di Serge Gainsbourg) e Françoise Hardy.
Pian piano la Vartan si sarebbe ripresa e avrebbe proseguito a calcare le scene con uguale successo, ma nel firmamento della canzone francese brillava già un'altra stella, persino più fulgida: quella, appunto, della Hardy.

 


Françoise Madeleine Hardy nasce a Parigi il 17 gennaio 1944. Cresce in un appartamento del IX. arrondissement insieme alla sorella e alla madre. Timida e un po' introversa, Françoise soffre della mancanza della figura paterna e la musica diviene il suo palliativo: ispirandosi a Paul Anka, Charles Trenet e Cora Vaucaire, scrive le sue prime canzoni, e a 17 anni firmerà un contratto per l'etichetta Vogue.
Il suo primo 45 giri intitolato "Oh oh Chérie" (1962) include sulla facciata B "Tous les garçons et les filles", composto da lei stessa. Daniel Filipacchi, presentatore di Salut les Copains, una trasmissione dell'emittente radiofonica Europe 1, lancia il single, e il successo è immediato. "Tous les garçons et les filles" venderà oltre due milioni di copie.
E' il periodo della generazione yéyé: Johnny Hallyday, Sylvie Vartan, Sheila, Richard Anthony polarizzano l'attenzione dei media. Françoise si aggiunge a loro e, tra un tour e un'intervista, incontra Jean-Marie Périer, che di lei sarà dapprima il mentore e poi il marito.
La ragazza diventa popolarissima. Il regista Roger Vadim le propone un ruolo nel film Château en Suède, tratto da un lavoro teatrale di Françoise Sagan, e la Hardy, a fianco di stars del rango di Monica Vitti, Jean-Claude Brialy e Curd Jürgens, dimostra di possedere anche il talento dell'attrice.
Ma la musica rimane la sua passione più grande. Nel 1963, ancora ventunenne, si esibisce per la prima volta all'Olympia. Nello stesso anno partecipa al concorso dell'Eurovisione (per conto del Principato di Monaco) con "L'amour s'en va". Canta anche in inglese, italiano, spagnolo e tedesco. In Italia raggiunge un certo successo con "È all'amore che penso", "L'età dell'amore" e con le cover delle sue canzoni francesi "Quelli della mia età" e "L'amore va". Nel 1966 parteciperà addirittura al Festival di Sanremo presentando in coppia con Edoardo Vianello "Parlami di te" (14simo posto).
È ormai una star della musica pop, al pari dei Beatles e dei Rolling Stones, che incontra personalmente. Bob Dylan insiste per vederla: pare che fosse invaghito di lei.



La Hardy ritorna al cinema in Grand Prix (per la regia dell'americano John Frankenheimer), dove recita insieme a Yves Montant, e a questo punto gli Stati Uniti si accorgono della francesina anche in veste di cantante: esce il suo primo album di "nostalgic songs" cantate in inglese. (Raccomandata: la sua versione di "Suzanne", di Leonard Cohen.)
Nel 1967 si separa da Jean-Marie Périer e incomincia a lavorare con Jacques Doutronc, che diverrà il suo nuovo compagno. Esce l'album Ma jeunesse fout le camp e va in tournée in Inghilterra e nel Sud Africa.








Nel 1968 decide di dire addio alla vita da globe-trotter e dà un "last recital" al Savoy di Londra. Françoise è ancora la ragazza timida e insicura che forgiava canzoni nella sua cameretta al IX. arrondissement: spesso le è impossibile affrontare il pubblico, le luci, i rumori. Si limita a studiare astrologia (un interesse che coltiva fin dall'età di 18 anni) e a scrivere testi, e nel 1973 mette al mondo il figlio Thomas.
Nello stesso anno firma un contratto con la Warner Bros e registra un LP sotto la direzione musicale di Michel Berger: Message personnel.

Nel 1974 è la volta di Entracte, con Catherine Lara.
Compone due splendide canzoni: "Si c'était à refaire", che verrà inserita nel soundtrack di un film di Claude Lelouch, e, sotto la direzione di Jean-Michel Jarre, "Que vas-tu faire".
Dopo collaborazioni con Michel Jonasz, William Sheller, Serge Gainsbourg, Gabriel Yared, Michel Jonasz, Alain Goldstein, Louis Chédid, Michel Fugain (tutti successi considerevoli), nel 1988 Françoise Hardy annuncia di voler porre fine alla sua carriera. Ormai l'astrologia è la sua principale attività (in Francia viene ritenuta una grande esperta in questo settore) e inoltre già negli Anni Sessanta aveva annunciato che non avrebbe più cantato dopo il suo cinquantesimo compleanno (ma ancora di anni ne ha 44).
Tuttavia, non rinuncia totalmente alla carriera. Nel 1993, in duetto con il giovane Alain Lubrano, canta "Si ça fait mal", che parla di amore e di AIDS. Il titolo è presente nella compilation Urgence, voluta da Etienne Daho e i cui fondi sono destinati alla ricerca sulla cura della terribile malattia.



Due anni dopo esce il single "To the end" cantato insieme al gruppo inglese Blur. Françoise Hardy è sempre al passo con i tempi. Tra i suoi gruppi preferiti di questo periodo sono Garbage e Portishead...
Firma un contratto con la Virgin.

1996: uscita dell'album Le danger.
2000: E' la volta dell'album Clair obscur che contiene due memorabili duetti: "Puisque vous partez en voyage" con Jacques Dutronc (i due si sono "ritrovati"; e non solo musicalmente) e "I'll be seing you" con Iggy Pop.
2002: la coppia Doutronc-Hardy lascia il XIV. arrondissement, dove abitava fin dagli Anni Sessanta, e si sposta verso l'Etoile. Nel 2003 viene realizzato un cofanetto intitolato Messages personnels, 3 CD che raggruppano 74 canzoni rimasterizzate. 
2004: nuovo album Tant de belles choses.





Approfondimento:
... et toutes les filles - La chanson française féminine
postato da: cumuli alle ore 15:09 | link | commenti
categorie: musica
sabato, 06 gennaio 2007

 'A Whiter Shade Of Pale': un hit in tribunale


Dopo un lungo tira-e-molla, l'ex tastierista dei Procol Harum, Matthew Fisher, ha vinto la battaglia per ottenere parte dei diritti d'autore sul leggendario brano del 1967: un successo da 10 milioni di copie e un evergreen intramontabile.
Fisher, membro fondatore dei Procol Harum, è riuscito a convincere il giudice eseguendo, dentro l'aula dell'Alta Corte, il passaggio di organo rivendicato. Ha spiegato che la sequenza originale è di Johann Sebastian Bach ma che lui ha aggiunto le sue idee. Il sessantenne tastierista ha anche illustrato come sarebbe arrivato a trovare gli accordi finali che fanno da contrappunto alla celebre melodia. Così, da oggi, riceverà il 40% dei profitti. Ne voleva la metà, ma l'Alta Corte ha deciso che il contributo di Gary Brooker alla composizione del pezzo fu più rivelante.



Per quasi 40 anni "A Whiter Shade Of Pale" fu accreditata a Brooks (musica) e Keith Reid (parole). Intentando questa causa Fisher avrebbe voluto ottenere più di un milione di sterline: a tanto ammonterebbe la sua parte dei royalities dall'uscita del brano fino ai nostri giorni; ma dovrà rinunciare agli arretrati e accontentarsi di quanto gli arriverà a partire da questo momento.
Da quando viene sfruttata anche come melodia per telefonini, "A Whiter Shade Of Pale" ha conosciuto una seconda primavera con un aumento considerevole dei proventi per il copyright.
Gary Brooker è furioso: "Se il nome Matthew Fisher viene aggiunto come autore a quello mio e di Keith, disconoscerò la mia paternità della canzone." Brooker dovrà pagare circa mezzo milione di sterline per i costi, e anche da qui la sua rabbia. Ha aggiunto: "E' incredibile pensare che qualcuno con cui ho lavorato nel lontano 1967 sia così pieno di risentimenti nei miei confronti. Ovviamente, la mia fiducia nella giustizia britannica è andata definitivamente persa."

Dopo il processo, Matthew Fisher ha spiegato che ha intentato causa non per arricchirsi né per eseguire il brano in pubblico, ma per vedere il suo nome incluso nei compendi storici del rock.
Il giudice ha lasciata aperta la possibilità a Gary Brooker di impugnare di nuovo la causa in un processo d'appello.



Il video originale

Video "Live in Rome"
postato da: cumuli alle ore 20:16 | link | commenti
categorie: musica

La strana coppia

 Un classico che non stanca mai  

Ha fatto scuola, sicuramente più di tutti gli altri prodotti partoriti dalla fantasia di Neil Simon.

Una qualsiasi reppresentazione de La strana coppia (il titolo originale è The Odd Couple) ha bisogno, per funzionare, di rimanere fedele allo script e di avere due interpreti d'eccezione nei panni dell'ipocondriaco Felix e del disordinato, scorbutico Oscar. Il regista Gene Saks lo capì benissimo e nel 1968 produsse questo capolavoro che servì tra l'altro a lanciare definitivamente le carriere di Jack Lemmon e Walter Mathau.

Pur se visto e rivisto, il film non manca di continuare a strappare molte risate, e su DVD il divertimento è assicurato (al contrario che quando il film viene proposto da qualche programma televisivo), grazie alla brillantezza dei colori, alla possibilità di scegliere le scene preferite e, ovviamente, alla mancanza di interruzioni pubblicitarie.

Sulle figure dei due uomini divorziati Felix Ungar e Oscar Madison fu prodotta anche una serie di telefilm, ma Tony Randall e Jack Klugman, per quanto bravi, sono lontani anni luce da Lemmon-Mathau. Un duo che peraltro aveva esordito due anni prima nella commedia in bianco-e-nero Non per soldi... ma per denaro (di Billy Wilder) e che avrebbe lavorato insieme a più riprese fino alla dipartita di Jack.

                            Un "must" per tutti gli amanti delle buone commedie.

postato da: cumuli alle ore 00:59 | link | commenti (1)
categorie: cinema

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