giovedì, 23 novembre 2006

Andrea Camilleri: Vi racconto Montalbano

Si può certamente essere estimatori o meno del Camilleri scrittore (e il "meno" si riferisce in primis a chi non ama i termini dialettali incastonati nell'italiano), ma il Camilleri uomo non può che suscitare apprezzamenti. Il volume di interviste Vi racconto Montalbano è una sorta di Who's Who dell'uomo di lettere siciliano e del suo universo. I personaggi, le situazioni e i luoghi della sua vita (e dei romanzi) vengono qui passati in rassegna dallo stesso Camilleri con l'energia e l'entusiasmo che contraddistinguono l'ormai ottantenne, sempre sanguigno scrittore di Porto Empedocle.


Dal libro:

Quando ha capito che le cose stavano cambiando?

Ho avuto dieci anni di rifiuti dalle case editrici. Pensavo, in virtù della mia concretezza, che quella non era la mia strada. Quando Garzanti mi ha pubblicato Un filo di fumo, le tremila o cinquemila copie mi andavano bene.

A quel punto ha iniziato a considerarsi uno scrittore professionista?

Una volta Aldo Busi in una trasmissione, col suo consueto amore per il paradosso, disse che uno scrittore può dirsi tale quando ha venduto cinquemile copie. Perciò, io sentivo di avere la patente. E quando Elvira Sellerio mi disse che Il Birraio di Preston era arrivato a diecimila copie, esultai.

(...)

Ora, la cosa che più mi colpisce, essendo marxista da sempre, da quando sono nato e non lo sapevo, è non riuscire a non capire come nei miei riguardi si stia verificando l'auspicato fenomeno gramsciano di uno scrittore nazional-popolare. Perché mi legge gente che non ha mai letto nessun libro; mi legge il piccolo operaio, mi legge anche una minima parte di intellettuali. Nessuno ha considerato sociologicamente la mia letteratura. E, invece, avrebbe interessato me per primo uno studio di questo tipo. Invece, una parte dei critici mi ama, una minima parte; la maggior parte dei critici mi disprezza (non ci sono altre parole da poter usare), anche se sono critici marxisti.

Quindi il fatto, per esempio, che un Pietro Citati non si occuperà mai di lei non...

Mi lascia completamente indifferente, amico mio! Non è che si scrive per i critici, si scrive per il pubblico. Io scrivo per i miei lettori, non scrivo affatto per queste persone.

 

Andrea Camilleri
Vi racconto Montalbano. Interviste.
Casa editrice datanews

postato da: cumuli alle ore 23:13 | link | commenti
categorie: letteratura
mercoledì, 22 novembre 2006

  La stagione dei Grandi Vecchi


Clapton, Paul McCartney, Ry Cooder, Van Morrison, Stevie Wonder, Al Green, Mark Knopfler, John Fogarty: bisogna aggiungere questi nomi "storici" a quelli già citati in un  post precedente sul ritorno dei monumenti viventi del rock-soul-R&B. Sì, la lista dei "Grandi Vecchi" che ci allietano questa stagione - almeno in campo musicale! - si allunga sempre più.


- Con Back Home, Eric Clapton ci regala altri splendidi assoli della sua Fender, rendendo pure omaggio a George Harrison con una bella interpretazione di "Love Comes to Everyone".   
- Il 63enne baronetto McCartney mette definitivamente a tacere i suoi denigratori (nella maggior parte lennoniani d.o.c.) intavolando un prodotto eccezionale che, a ragione, è stato da più parti definito il migliore in assoluto dell'intera sua carriera. Chaos and Creation in the Backyard, per il quale l'ex Beatle si è servito di un produttore come Nigel Godrich (remembering Radiohead), infatti, supera addirittura il precedente Driving Rain.
- L'incatalogabile Ry Cooder rende felici le sue legioni di fans (anche quei fans che lo conoscono solo dai tempi di Buena Vista Social Club) sfornando, con Chávez Ravine, un capolavoro panamericano. La sua California è quella dei messicani e della gente comune: lirismo da marciapiede ("Poor Man's Shangri-La", "In My Town") e da partite di baseball ("3rd Base, Dodgers Stadium"). 
- Per Van Morrison, questo è Magic Time.  Morbida e maschia ad un tempo, la voce del dublinese torna ad accarezzare la nostra anima con una raccolta di stupende ballate che a tratti presentano colorature jazzistiche (memoria di What's wrong with this picture, il disco da lui inciso per la Blue Note). Alcune di queste songs le conoscevamo già, ma è sempre terapeutico riascoltarle. Secondo noi, la canzone più bella di Magic Time è "Celtic New Year".
- Ritorna anche Stevie Wonder, icona del R&B e del pop di marca Motown. Il suo disco (A Time to Love) propone un ospite d'eccezione: Prince. Il "prence" suona la chitarra in "So What The Fuss", il singolo tratto dall'album.
- Il predicatore Al Green afferma che Everything's Ok. E lo è per davvero, soprattutto quando si ha alle spalle Dio. 12 splendidi omaggi ad altrettanti indimenticabili brani soul.
- Shangri-La è forse il prodotto più rockeggiante di Mark Knopfler dai suoi giorni idilliaci con i Dire Straits. Un rock quieto, comunque; à la Knopfler, appunto, con le familiari atmosfere (più soft che hard) che evocano il migliore J.J. Cale.
- Sempre attivo rimane anche John Fogarty. L'ex Creedence Clearwater Revival ci offre un Deja Vu (All Over Again)  che, uscito già nel settembre 2004, promette di diventare ancora un classico. "Sugar-Sugar (In My Life)" è la song più accattivante (un easy listening tipo certi pezzi dei vecchi CCR).
Nota: insieme a Springsteen, Rem, Steve Earl, James Taylor, John Mellencamp, Jackson Browne e altri, Fogarty ha aderito al raduno antibellico e anti-Bush "
Vote for Change".

Da segnalare infine l'ultimo album di Paul Cotton, ex Poco. Cotton e Fogarty hanno ancora oggi parecchie affinità. Il titolo è When the Coast Is Clear (Infos:
http://paulcotton.com/).
postato da: cumuli alle ore 04:24 | link | commenti
categorie: musica
venerdì, 17 novembre 2006

Philip K. Dick

Finalmente completo il sito dedicato al grande visionario (e "temponauta") autore di La svastica sul sole, Un oscuro scrutare e ispiratore di film come Blade Runner, Minority Report e probabilmente anche The Day After.

Contiene recensioni di Noi marziani, Scorrete lacrime disse il poliziotto, Ubik, Guaritore galattico, Un oscuro scrutare, Cronache del dopobomba, Illusione di potere...

In più, testi originali (anche romanzi!), vari links e la bibliografia completa.

Philip K. Dick, temponauta

 

postato da: cumuli alle ore 23:14 | link | commenti
categorie: letteratura
domenica, 05 novembre 2006

OLDie BUT GOODie (A volte ritornano)


Nelle classifiche di tutto il mondo hanno giganteggiato nell'ultimo anno tre sensazionali album ad opera di artisti "stagionati" quali Santana, i Rolling Stones e Neil Young.

La sorpresa più piacevole è stato certamente Young, ritornato alle atmosfere country (e lo ha fatto alla grande!) con Prairie Wind, disco che riecheggia le atmosfere dei leggendari  Harvest, Harvest  Moon e in parte di Comes A Time

Gli Stones e Santana si sono riconfermati mostruosamente in gamba con - rispettivamente - A Bigger Bang e All That I Am ("audibile" su Internet; vedi programmi P2P, prim'ancora di essere uscito nei negozi!).

Mi chiedo se anche i Floyd si risveglieranno presto dal loro letargo... Di questi mastodonti del prog è uscito l'anno scorso un DVD: Pink Floyd - London 1966-67, che ha seguito di poco la rimasterizzazione su CD di quelle semiobliate - e in parte inedite - registrazioni (allora ancora con Syd Barrett!) per il film-docu di Paul Whitehead Tonite let's all make Love in London. (Fonte: "
Brain Damage".) Da allora c'è stato il nuovo - e glorioso - tour mondiale di David Gilmore, ma la band sembra ormai essersi spenta. 

... E chi si ricorda dei Genesis? Pensavamo che il gruppo si fosse sciolto definitivamente, ma ecco l'annuncio di una clamorosa reunion del trio Phil Collins + Tony Banks + Mike Rutherford (e probabilmente anche con Steve Hackett e Anthony Phillips)... Purtroppo, Peter Gabriel non ha dato l'assenso a una sua partecipazione e quindi  mancherà una pedina importante dei Genesis dell'èra più squisitamente prog. (Vedi: "
Genesis News".)
postato da: cumuli alle ore 01:21 | link | commenti
categorie: musica
mercoledì, 01 novembre 2006

postato da: cumuli alle ore 16:20 | link | commenti
categorie: musica jazz

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