mercoledì, 25 gennaio 2006

(DANNY KAYE) Preferisco la vacca

  Un remake del classico di Harold Lloyd - diretto da Leo McCarey - The Milky Way, del 1934. Con la partecipazione di alcuni attori dell'opera originale (p. es. Lionel Stander nel ruolo di Spider); e anche la regia è di Norman Z. McLeod, che diresse alcune scene di The Milky Way. Ma allora - ci si chiederà - in che cosa consistono le differenze? Presto detto: in Danny Kaye, nell'aggiunta di alcune canzoni e nel colore.

Burleigh Sullivan (Danny Kaye) è un timido lattaio che per caso mette K.O. Speed McFarlane (Steve Cochrane), un campione di pugilato che fa la corte a sua sorella Susie (Vera-Ellen). I giornali pubblicano la notizia e poi un fotografo riesce a cogliere l'attimo in cui il lattaio manda di nuovo al tappeto Speed. A questo punto, il manager del pugile decide di trasformare Burleigh in un professionista del ring. Burleigh sta al gioco, ignaro che tutti i suoi avversari sono stati pagati per perdere contro di lui. Pensa di essere per davvero un grande campione e si monta la testa, cambiando stile di vita e sviluppando una relazione con la cantante di nightclub Polly Pringle (Virginia Mayo). Ben presto, si ritrova a dover combattere per il titolo di Numero Uno: contro Speed...

 

The Kid from Brooklyn (1946)

Titolo italiano: Preferisco la vacca

Diretto da Norman Z. McLeod

Autori: Frank Butler, Richard Connell (copione del film del 1936)

 

Interpreti:

Danny Kaye ....  Burleigh Sullivan
Virginia Mayo ....  Polly Pringle
Vera-Ellen ....  Susie Sullivan
Steve Cochran ....  Speed McFarlane
Eve Arden ....  Ann Westley

 

 

postato da: cumuli alle ore 21:40 | link | commenti
categorie: cinema, cinema danny kaye
martedì, 17 gennaio 2006

(DANNY KAYE) L'uomo meraviglia

Ne L'uomo meraviglia (Wonder Man, 1945) Danny Kaye interpreta due gemelli "superidentici" ma dotati di personalità ben diverse.  Buster Dingle, che si esibisce al Pelican Club con il nomignolo di "Buzzy Bellow", è un attorucolo senza grande talento, mentre suo fratello Edwin è un timido e serio studioso impegnato a scrivere un libro di storia. I gemelli Dingle non si sono visti da anni.
Buster, scomodo testimone di un omicidio commesso dal capo gangster "Ten Grand" Jackson (Steve Cochran), viene eliminato e gettato nel lago del Prospect Park, a Brooklyn. Torna al mondo come fantasma e chiede al fratello di fare giustizia. Il modo migliore di riuscirci è che Edwin prenda il suo posto fino alla data del processo...

Il fantasma di Buster - che può essere visto e sentito solo da Edwin - si impossessa a tratti del suo corpo, con risultati esilaranti. Le complicazioni sono accresciute (ancora una volta) dagli equivoci amorosi: Buster era fidanzato con Midge Mallon (Vera-Ellen), mentre Edwin ha un filarino con la bibliotecaria Ellen Shanley (Virgina Mayo).

Una gemma di comicità che non ci si stanca mai di guardare. Stupende le scene in cui Edwin scrive con entrambe le mani... Il film vinse un Oscar per gli effetti speciali.

 

Wonder Man (1945)

Titolo italiano: L'uomo meraviglia

Diretto da H. Bruce Humberstone

Autori: Arthur Sheekman (story), Jack Jevne (adaptation) ...
 

Interpreti:

Danny Kaye ....  Edwin Dingle/Buzzy Bellew
Virginia Mayo ....  Ellen Shanley
Vera-Ellen ....  Midge Mallon
Donald Woods ....  Monte Rossen
S.Z. Sakall ....  Schmidt

 

 

postato da: cumuli alle ore 18:39 | link | commenti
categorie: cinema, cinema danny kaye
lunedì, 09 gennaio 2006

(DANNY KAYE) Come vinsi la guerra

Cominciamo subito con Come vinsi la guerra (Up in Arms, 1944). Molti lo considerano tra i 10 film più divertenti di tutti i tempi. Fin dal suo debutto Kaye si profila come il re dei commedianti, esperto - tra le altre cose - di impossibili scioglilingua. Il suo personaggio è quello di Danny Weems, un ragazzo d'ascensore timido e ipocondro (un eccellente prototipo di Woody Allen!). Di lui finirà per innamorarsi un'infermiera militare (Dinah Shore). Ma dapprincipio Danny ha già una ragazza: Constance (Mary Morgan). Peccato che Constance perda la testa per il compagno di stanza di Danny (Joe Nelson). Questo per quanto riguarda le complicazioni sentimentali.
Tutti quanto vengono mandati nel Pacifico e il pauroso (e, non dimentichiamolo, ipocondro) Danny si ritrova a catturare da solo un intero plotone di giapponesi, divenendo contro la sua stessa volontà un eroe di guerra. Inutile dire che è a questo punto che la bella infermiera, ovvero la splendida cantante-attrice Dinah Shore, sarà definitivamente sua.

Numerose le scene indimenticabili: quella in cui un uomo entra nell'ascensore e racconta a Danny di essere appena stato dal medico e di sentirsi perfettamente guarito. L'uomo si raschia la gola, e Danny: "Cos'è quello strano rumore?" Quando l'ascensore arriva al pian terreno, vediamo l'uomo che, con aria sgomenta, si stringe il petto.
Oppure la scena sulla nave, dove Danny, circondato da un gruppo di rudi marinai, apre e chiude la bocca al suono di una canzone di Dinah Shore, perché è vietato tenere un giradischi e il Nostro vuol far credere che è lui a cantare. I marinai strabuzzano gli occhi, poi il disco si incanta - "Now I know... Now I know... Now I know... " - e l'imbroglio è scoperto. ("Now we 'bout know", sbotta uno dei marinai con forte accento newyorkese). O l'imitazione che Danny fa dello scozzese... O il suo soprannome di "Lampo Purpureo". E la sua immeritata fama di playboy...

 

Up in Arms (1944)

Titolo italiano: Come vinsi la guerra

Regia di Elliott Nugent

Autori: Owen Davis (commedia), Don Hartman ...

Interpreti:

Danny Kaye ....  Danny Weems
Dinah Shore ....  Nurse Lt. Virginia Merrill
Dana Andrews ....  Joe Nelson
Constance Dowling ....  Mary Morgan
Louis Calhern ....  Col. Ashley
George Mathews ....  Private Blackie Snodgrass

 

postato da: cumuli alle ore 15:15 | link | commenti
categorie: cinema, cinema danny kaye
sabato, 07 gennaio 2006

DANNY KAYE  (1913-1987)

  Vero nome: David Daniel Kaminski. Era il terzo e ultimo figlio di due ebrei ucraini impiantatisi a Brooklyn, e l'unico della nidiata che fosse nato in America (a casa sua si parlava yiddish; per i suoi genitori Danny rimase sempre "Duvidelleh"). A 12 anni conobbe Sylvia Fine, che più tardi, oltre a diventare sua moglie, avrebbe scritto numerosi sketch per lui.
David (come si chiamava allora) fu sempre uno spirito irrequieto. A tredici anni lasciò la scuola e fuggì in Florida. Ciò segnò l'inizio di un'odissea che lo portò a svolgere i più svariati mestieri, da venditore di rinfreschi a intrattenitore di strada. Si esibì nei teatri vaudeville e nei nightclub della zona dei monti Catskills prima di fare il commediante in Inghilterra. Al suo rientro negli States, nel 1938, rincontrò Sylvia Fine. Le loro strade si incrociarono precisamente in un accampamento per ebrei socialisti sui monti Poconos, in Pennsylvania.
I due convolarono a nozze nel 1940... per due volte: la seconda cerimonia si svolse secondo il rito ebraico, per calmare i genitori di lei che erano contrari alla loro unione. 
Nel 1941 Danny Kaye (come si chiamava adesso) apparve nello spettacolo di Broadway Lady in the Dark, dove presentò il famoso numero "Tchaikovsky," di Kurt Weill e Ira Gershwin, in cui cantava a velocità pazzesca i nomi di 54 compositori russi - reali e immaginari - in soli 38 secondi e senza mai tirare il fiato.
Il produttore cinematografico Samuel Goldwyn Jr. lo prese sotto contratto e la stella di Danny si accese definitivamente.

Sono almeno dodici i film interpretati da questo straordinario attore comico che non dovrebbero mancare in nessun archivio degli amanti delle buone commedie. Li esamineremo uno per uno nei prossimi post.

postato da: cumuli alle ore 10:35 | link | commenti
categorie: cinema, cinema danny kaye
mercoledì, 04 gennaio 2006

Il tramonto del mondo

Ho visto le rovine di Atlantide, Turan, Kash. Città in cui gli uomini vivevano con le loro donne e fabbricavano prodotti o quantomeno l'idea di prodotti. Ho trovato strane iscrizioni tra le macerie affumicate dal tempo, geroglifici di ossa, suoni magnetici in lingue  indecifrabili. Erano, queste, le capitali dei Tre Imperi che una volta si spartivano il pianeta. Tutto lascia intuire che gli imperi si siano distrutti a vicenda, sebbene debbano aver usato un'arma a noi sconosciuta. Tra le cose che si sono salvate è un oggetto molliccio coperto di segni. Sono riuscito a decifrarne l'intestazione con l'aiuto di Ka-Zuah, il nostro esperto di mondi alieni. Dice: "Ernst Bloch. Il principio speranza."   

Mentre la nostra astronave ci riporta a casa, giro e rigiro l'oggetto tra i miei tentacoli, riflettendo sulle evidenti contraddizioni di quella bizzarra civiltà.

************

Il libro, questo sconosciuto! Ma per fortuna c'è Internet.

Per una raccolta di testi letterari online gratuitamente scaricabili, CLICCARE QUI.  

postato da: cumuli alle ore 18:05 | link | commenti
categorie: letteratura

L'uomo che cadde sulla terra

Che lo si voglia o no, è una parabola dello straniero (inglese:"alien") che alberga in ciascuno di noi.

Per Bowie, il ruolo della sua vita. Nessuno poteva riuscire più convincente di lui nei panni dell'extraterrestre!

Tratto dall'omonimo romanzo di Walter Tevis (in Italia pubblicato da Mondadori nella collana 'Urania'), questo è uno dei tre-quattro film-cult del regista Nicolas Roeg che lasciò perplessi, al suo apparire, i soliti critici di scuola conservatrice, mentre entusiasmò molte menti giovani e - inutile dirlo - contribuì ad accrescere la fama di David Bowie quale "alieno".

Qui Roeg raffina il linguaggio che gli è proprio, un linguaggio basato su un accostamento di immagini apparentemente slegate tra di esse (episodi fonico-visivi che nel loro insieme costituiscono una storia compiuta). In tempi meno lontani, troviamo riscontro di questa - in senso lato - tecnica narrativa in un'altrettanto splendida pellicola "stravagante", ovvero 'Barton Fink' dei Fratelli Coen.

In 'The Man Who Fell To Earth' la storia c'è, su questo non si discute; l'unica questione su cui tuttora si dibatte è se questo particolare film rientri o meno nel filone della fantascienza. Secondo me, come tutti i prodotti "cult" (vedi 'Arancia meccanica'), anche 'L'uomo che cadde...' sfugge felicemente a ogni tentativo di cataloghizzazione.

E' proprio la maniera di raccontare di Roeg che crea difficoltà a quegli spettatori che - ancora oggi - non sono del tutto abituati a questa sorta di cinematografia (e ciò a 42 anni da 'Otto e mezzo' di Fellini!!!).
E' importante che un artista, quando lo voglia, possa trasgredire le regole "classiche" della struttura rigida, prendendosi la libertà di accostare immagini di carattere simbolico, frutti - in apparenza - di un onirismo gratuito, di... sì... surrealismo. (I dipinti di Dalì sono ad effetto sicuro, anche se non cadono mai nel cliché; e film come 'L'uomo che cadde sulla Terra' oppure 'Insignificance' dello stesso regista sono diventati un culto proprio per l' 'obliquità' della constructio e per la predominanza di immagini surreali).
In letteratura abbiamo numerosi esempi di opere che "rompono" con le regole comuni. Questo non significa però che tali libri non raccontino una storia o che essi siano un unico "pastiche"! Persino dietro all'apparente "spontaneità" di 'On The Road' è riconoscibile una costruzione rigidamente aritmetica. (A proposito di Kerouac: il suo vero capolavoro è 'Doctor Sax', non 'On The Road'. Ma... ssst! Non rivelatelo a nessuno.)

In definitiva, di che cosa parla questo film datato 1976? Presto detto. Bowie interpreta un alieno ("Thomas J. Newton") che atterra sul nostro pianeta nella speranza di poter salvare il proprio, che si sta vieppiù trasformando in un unico deserto. Essendo dotato di conoscenze tecnologiche sconosciute ai terrestri, comincia a capitalizzarle con l'aiuto di un avvocato (peraltro molto sospettoso nei suoi confronti), arrivando a fondare un'immensa multinazionale. Ma la sua permanenza sulla Terra ha effetti deleteri sul suo corpo e sulla sua psiche, e nemmeno l'amore di una donna (pressoché perfetta l'attrice Candy Clark!) può farlo sentire meno estraneo al nostro mondo. Alla fine Tommy/David soccombe sotto la mercizzazione totale di cui siamo già schiavi noi, e il suo sogno di costruire un'astronave che lo riporti sul suo pianeta (e qui si inserisce il personaggio dell'ingegnere, interpretato dal fantastico Rip Torn, che in quello scorcio di tempo girava film dello spessore di 'Tropico del Cancro') svanirà miserabilmente. Una certa organizzazione del governo americano (la CIA? Meglio non dirlo, non si sa mai) scopre in Tommy l'alieno che lui in effetti è (mentre si spacciava per cittadino britannico) e lo sottopone a una serie di test che gli rovineranno gli occhi, costringendolo a restare per sempre quaggiù.

Un consiglio: leggete pure il romanzo di Tevis; è un piccolo capolavoro a sé stante. 

                                  Link per approfondire: David Bowie (E)

postato da: cumuli alle ore 17:54 | link | commenti
categorie: cinema

 Neil Young.......

"Comes a time when you're drifting
Comes a time when you settle down
Comes a light feelings lifted
Lift that baby right up off the ground
This old world keeps spinning 'round
It's a wonder tall trees ain't laying down
There comes a time..."

Purtroppo ancora solo in inglese: il mio web-tribute a Neil Young

postato da: cumuli alle ore 17:45 | link | commenti
categorie: musica

Chi sono

Blogger: cumuli
Nome: Peter Patti
Cerca con Google.

Commenti recenti

francobrain in Marlene DietrichLa V...
utente anonimo in Se n'è andata...

Archivio

oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

cinema
cinema danny kaye
letteratura
musica
musica jazz
oscar

Links

Baxxology
Cold, Cold Ground
Falsi movimenti
Isostasia Animica
Lettera23
Peter Patti's Bookshop
Progetto L.o.D.
Rollingmovie
Testi letterari free
Topolàin (music blog)
www.francobrain.com
Zolle di terra

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte